Verso nuove rotte

Posted in meditando on 28 marzo, 2009 by finferflu

cannocchiale

o quasi…

http://theraft.tumblr.com

Moto perpetuo

Posted in gli aforismi del mmanu, laif, meditando on 6 settembre, 2008 by finferflu

Vivi come se domani, sia quel che sia, andrai in Paradiso.

Vivi come se domani, sia quel che sia, finirai all’Inferno.

Vivi come se dopo questa vita avrai altre mille opportunità.

Vivi come se questa fosse la tua ultima possibilità.

Vivi come se alla fine della tua vita dovessi rendere conto a qualcuno.

Vivi come se alla fine della tua vita non dovessi rendere conto a nessuno.

Vivi come se il mondo fosse costruito attorno a te.

Vivi come se nulla avesse senso di essere.

Il mio dio si chiama Dubbio.

La mia fede si chiama onestà.

La mia religione è la Pace.

La Pace è moto perpetuo.

What · I · want

Posted in laif, meditando on 2 agosto, 2008 by finferflu

I don’t even know what I want · I don’t even know


I’ve asked for joy · but is that what I want?

I don’t even know what I want · I don’t even know


I’ve asked for peace · but is that what I want?

I don’t even know what I want · I don’t even know


I’ve asked for heaven · but is that what I want?

Unexpected!

Posted in gli aforismi del mmanu, laif on 14 giugno, 2008 by finferflu

Alle volte la vita è un po’ così:

Decaf-cof

Posted in gli aforismi del mmanu on 1 febbraio, 2008 by finferflu

I am a man without a call
like a knight without a sword
like a god without a name
like a torch without a flame

I am a man without a call
like a day without a sun
like a dog without a tail
like a ship without a sail

I am a man without a call
I am a king without a throne
I am a man without a call
I am boundless and free
like a man without a call

Sani e salvi

Posted in meditando on 16 gennaio, 2008 by finferflu

Tante volte mi sono chiesto quanto sono davvero al sicuro dentro casa… Come se attorno alle mie pareti ci fosse uno scudo fotonico, e magari la mia porta fosse protetta da chissà da quale arcano incantesimo. E questo poi non vale solo per le mura di casa, ma anche per quelle “mura” che ci fanno sentire a casa…

Quelle mura che si chiamano “famiglia”, o “senso di appartenenza”, quelle mura che ci danno quel senso di protezione. E quando si raggiunge quella certa atmosfera poi non la vogliamo più abbandonare, quando la casa è troppo accogliente è dura lasciarla… E c’è chi vive per mantenere il proprio posto, e chi vive cercandolo.

Eppure è tutto così instabile. Sicuramente è fantastico addormentarsi pensando di essere al sicuro, pensando quasi che le stesse coperte veglieranno sul nostro sonno. E’ bellissimo immaginare di essere al sicuro. Eppure basta poco, un nonnulla per scuoterci, anche un semplice scricchiolìo alle volte. E al minimo allarme il nostro bel senso di protezione va in mille pezzi.

Lo stesso vale per la vita sociale. Anzi vah, chiamiamola col suo vero nome, la vita asociale di tutti i giorni. Quando si vivono rapporti basati su garanzie e sensi di sicurezza, basta poco per mandare tutto in frantumi. Una fiducia basata sulla sfiducia. Ma in quel modo in effetti le relazioni esistono solo per costruire o consolidare il proprio microcosmo personale, la propria casetta.

E in fin dei conti questo è il modo di vivere che ci passano per buono. Quel fantastico senso di appartenenza, che sta lì per farci sentire parte di qualcosa, per non farci sentire soli e isolati, farci sentire parte di una comunità, di una famiglia, Vodafo… ehm…
E non so, io questo modo di affrontare la vita lo chiamerei asocialità post-moderna…

home sweet home

Chiudersi alla realtà per potersi godere il calore di un senso di sicurezza, sicurezza creata da una cecità indotta. Una specie di autismo. E quasi vendiamo l’anima per una briciola di emozione, diventiamo assuefatti, e forse terrorizzati da qualsiasi altra alternativa che potrebbe scuotere le nostre fittizie fondamenta. Siamo assuefatti dalla routine giornaliera, assuefatti dallo shopping, assuefatti dalle vetrine, dalla TV, dalle commiuniti, dalla musica che ci passano, e dai significati simbolici che tanti gesti hanno e che solo gli adulti possono capire…

E alla fine il mondo che viviamo esiste nei palmi delle nostre mani, quei palmi che ci aiutano a non vedere gli altri, a non vedere altro che i nostri desideri. E come dei chiromanti, prevediamo la nostra vita leggendo le nostre mani. Il gioco è già terminato da un pezzo. Le regole sono tutte in tavola. Non ci resta che seguire le linee giuste.

Una vita di emozioni. Nient’altro.

The thousand miles, the thousand roads

Posted in laif, meditando on 4 gennaio, 2008 by finferflu

The road of thousand miles
The ten thousand roads of thousands miles

Pick your life and go
Let it go, and follow your life

Thousands miles for a road
Thousands roads for a mile


Mille modi per vivere la vita, un solo modo per viverla appieno. O forse no. Mille modi per vivere la vita appieno, un solo modo non basta. O forse no. E chi lo sa, forse è il Destino a guidarci per La Via, o forse è il Caso che confonde i nostri passi. Forse alla fine tutto andrà bene, forse anche no. E come marionette nelle mani delle nostre idee, viviamo la vita ora su una lunga strada, ora pellegrinando di strada in strada. Ora nella speranza, ora nell’ansia. Così assorti a guardare in alto, o in basso, da non vedere dove mettiamo i piedi.
E come risultato, alla fine, avremo percorso miglia e miglia di strada. E all’arrivo, se ce ne sarà uno, potremo voltarci indietro e dire: “Ammazza! Ne ho fatta di strada!”.

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