Barking dogs…

Nature, gives us possibilities
thousands, millions,
and we choose…
the simplest…
to bark, to bark,
…barking dogs.

black era – bark

 

Tante volte mi chiedo come sia possibile. La maggior parte della gente vive in una realtà parallela. Una ricerca continua di identità, come se l’identità fosse all’esterno della persona. Tutti i comportamenti sono associati a questo, ogni azione diventa un gadget, un gadget da appendere a quel fantoccio ideale per farlo apparire più simile a ciò che si vuole. Vite vissute all’insegna della falsità, falsità contro se stessi. Nemmeno guardandosi allo specchio si riesce a vedere se stessi, nel riflesso c’è solo chi vorremmo essere, o chi non riusciamo ad essere. Tutto tranne quello che siamo davvero. E giorno per giorno il bluff continua, una fatica dietro l’altra per mantenere o raggiungere la posizione ideale.

Ovviamente questa è solo la radice del problema, ma si spande a macchia d’olio in tutte le regioni della vita. Le relazioni interpersonali diventano un teatrino. Ognuno cerca nell’altro la persona desiderata, e i suoi sentimenti verso l’altro variano a seconda di quanto questo combaci con l’immagine della persona desiderata. Se non sei X, Y e Z, allora non sei quello che fa per me, uno shopping delle relazioni. Le persone si guardano ma non si vedono, perchè riescono a vedere soltanto immagini proiettate dalla loro mente sugli altri. E d’altra parte, pur volendo, cosa riuscirebbero a vedere? Dei fantocci, delle persone vuote di significato, perchè cercano identità al di fuori di se stesse.

In poche parole, viviamo in una società di plastica. Etica, identità e “normalità” sono dettate dalla Grande e Saggia Televisione. E tutti si affrettano a conformarsi. Anche chi dice di non farlo, come se avesse altri appigli. D’altra parte chi è così interessato a rivedere tutti i propri preconcetti che ha imparato da “sempre”? A chi interessa rovinarsi il piacere immediato? Il piacere che si prova quando si sente di appartenere ad un certo tipo di persone, quando si riesce quasi ad apparire quello che si è sempre sognato, quando la normalità ci sembra sorridere? A ben pochi, quasi nessuno. Gli altri sono troppo impegnati a spolverare i propri sogni, il proprio status. Una vita all’insegna della falsità, dove coltivare se stessi e il proprio ego è il massimo che si possa avere dalla vita. A chi interessa la verità quando tutto va bene? Va bene per così dire insomma, non ci si rende conto di essere in putrefazione, come acqua stagnante. D’altra parte la maggior parte delle persone non ha mai provato altro nella vita, non l’ha mai voluto provare, forse era disinteressata, troppo impegnata, troppo spaventata. Tante persone vivono come animali nello zoo, senza mai conoscere il loro vero habitat, in una miniatura artificiale, che viene loro passata come “realtà”. Sono nati in cattività e moriranno in cattività. Eppure tante volte si ha l’opportunità di guardare oltre quel recinto, ma si sceglie la falsità piuttosto… Perchè? Troppa fatica uscire dal recinto? Troppe responsabilità da prendere? Chi lo sa…  Forse restare in quel recinto da un senso di sicurezza, e forse tante persone preferiscono il senso di sicurezza alla verità… e d’altra parte la vita è fatta di priorità. Ognuno le sue scelte, ognuno le proprie conseguenze…

Forse la verità non la scoprirò mai, ma di certo il mio mondo è piu vero e concreto di quello che Miss TV vuole farmi credere. E d’altra parte ho scelto di vivere una vita concreta, fatta di cose vere e tangibili, di materiali originali, e non di plastica…

4 Risposte to “Barking dogs…”

  1. m sembra d rivedere nelle tue parole la lanterninosofia d pirandello..tu parli d recinto…lui parlava d 1 fascio d luce limitato..ebbene io ql recinto-fascio lo infrango ogni giorno..cn l essere me stessa..vengo ricacciata d essere strana anormale..qnd poi se vogliamo la normalita’ è 1 stupida convenzione sociale ke viene accettata da tt cm le ultime pecore del gregge ke seguono ql davanti a loro senza sapere nemmeno dv s stiano dirigendo..ed è x la legge della normalita’ ke i migliori artisti sn stati definiti pazzi…io m oppongo a tt cio’..nn ho trovato ankr la mia via ma d 1 cosa sn certa..bisogna avere il coraggio di scegliere d essere e d accettarne le conseguenze e d affrontarle e d combatterle giorno dopo giorno…è doloroso ma nn c è nulla d piu’giusto ke io poxa fare..io nn sn 1 pecora.

  2. Alle volte si viene messi da parte come svitati, confusi, matti, o arroganti; altre volte ti guardano come se le tue parole non avessero una connessione logica tra di loro.
    In effetti non credo sia tanto una questione di parole, quanto di esperienza personale. Una volta che si esce fuori dal recinto la mentalità cambia, ci si rende conto che il mondo “normale” è sottosopra, e le parole dei matti cominciano a suonare come una sinfonia, più precise della matematica.
    Alla fine ho deciso di scrivere su questo blog non tanto per convincere gli altri della mia idea, ma piuttosto per raggiungere chi parla la mia stessa lingua. Il tuo commento è il mio primo trofeo. Non so chi sei, non so da dove vieni, non so come mi hai trovato, eppure mi hai trovato. Ti ringrazio per il tuo commento, mi dimostra che ci sono ancora segni di vita sulla terra :)

  3. “Forse la verità non la scoprirò mai, ma di certo il mio mondo è piu vero e concreto di quello che Miss TV vuole farmi credere. E d’altra parte ho scelto di vivere una vita concreta, fatta di cose vere e tangibili, di materiali originali, e non di plastica…”

    Il discorso non fa una grinza…anche se il mondo concreto vuol dire anche solitudine,confronto con l’indifferenza degli altri, sofferenza e non solo cose belle, purtroppo.

    Io sono “pecora” ma di nuovo e per l’ennesima volta “fuori dal recinto” e dire che pensavo di aver trovato “un luogo stabile” stavolta!
    Ma x quanto riguarda altri aspetti della vita…altro che recinto, sono letteralmente prigioniera. Non sempre si può scegliere…
    Ho imparato però che si può essere liberi pur vivendo una situazione di schiavitù e si può essere schiavi pur essendo apparentemente liberi…ciao mmanu!

  4. la differenza tra noi e le persone che manipolano è che noi abbiamo una coscienza.

    la differenza tra noi e chi corrompe la cultura
    è che noi abbiamo dignità.

    la differenza tra noi e le generazioni passate
    e’ che noi educheremo i nostri figli a capire la storia.

    e cresceremo in numero di generazione in generazione.

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