Aspettando Peter Pan, aspettando la morte

A chi non piace volare?  E’ uno di quei sogni di taaaanti poeti. Soprattutto degli ancora più taaaaaaanti poeti da strada, anzi, da divano e TV. Eh, si sa, c’è un poeta in tutti noi, tocca solo scoprirlo. Pare una cosa facile però, pare che tutti lo scoprano. Siamo tutti poeti. Di massa. Evvai.

E quando si scopre di essere poeti si scopre anche di essere belli e paffuti come i bambini, con la loro voglia di sognare, giocare, di fantasticaaaare. E ovviamente, di volare. Eh, se non si vola non vale. Ogni poeta che si rispetti sogna, dal suo divano, di poter spiccare il volo. Un volo mentale, metaforico, allegorico. Utopico.

E mentre si cerca di volaaare, di sfuggire a tutte queste leggi della fisica appartenenti, come tutti sanno, al mondo pesante e reale degli adulti, si cerca di scovare Il Bambino che è in Tutti Noi™. Che tenerezza. Un esercito di bambini maggiorenni senza ali…

Ma si sa, certe cose possiamo solo sognarle, eh siamo solo dei poeti sognatori, che vuoi pretendere? Stiamo lì e sognamo, sognamo, sognamo. Il caro Peter Pan un giorno, cioè mai, arriverà e ci insegnerà a volare. Oppure moriremo aspettando, eh, perlomeno abbiamo vissuto con delle aspettative. Sognando.

Ma poi, se davvero Peter Pan bussasse alla nostra finestra, cosa faremmo? “SHHHH! Manca poco che mi svegliiii!!”

Possibile che Peter debba bussare, poi, proprio nel momento più bello del mio sogno? Cioè, era un momento clue e mi ha rovinato tutto. Mannaggia.  E via, Peter Pan se ne vola via, mentre noi siamo lì a sognare di volare.

Detta molto francamente, a chi gliene frega di volare perdavvero?

Volare è una cosa romantica, è bella solo vista da lontaaano, in un sogno. E che siamo scemi a rischiare di farci male sul serio cercando di seguire un pazzoide svolanzzante? Ma certo che il mondo è strano. Già la vita reale è complicata di suo, uno poi deve anche mettersi a fare i conti con Peter Pan? Ma suuuu, non diciamo idiozie. Qua siamo tutti adulti.

Sarà per questo che forse il volo per me continuerà solitario per un bel po’. Tra una tranvata e l’altra, tra una planata e l’altra…

Chiacchiere, solo chiacchiere. E’ l’unica cosa che vedo volare da quassù.

10 Risposte to “Aspettando Peter Pan, aspettando la morte”

  1. il pericolo e’ di diventare come “Spugna” della canzone di Bennato nello stesso album dove c’e’ L’isola che non c’e’ (non ricordo .. forse il titolo dell’album e'”Capitan Uncino”).
    Se non la conosci, ascoltala … credo sia in tema e faccia riflettere piu’ della nota canzone dell’isola. ;)

  2. Se non ho capito male dici che ci sono molte persone che parlano e dicono quando saro grande faro’ questo e quest’altro, ma poi non lo diventano mai grandi :)
    Se è così sono daccordo e molto spesso lo sono anche io sfaticato e chiacchierone, hai ragione bisogna lanciarsi di più e volare.
    Complimenti bel messaggio mi è piaciuto parecchio…

  3. Capisco la confusione che posso aver creato, in effetti quello che scrivo è abbastanza criptico, e un po’ lo faccio a posta, perchè chi mi segue e sa di cosa parlo mi capisce al volo.
    In realtà parlo di qualcosa di più profondo, quando parlo di volare, parlo di orienamento di vita, l’attitudine verso se stessi e verso chi ci circonda. Parlo della libertà da schemi e preconcezioni, che ci fanno vivere una vita all’insegna della paura. Una paura cristallizzata nelle ossa, la paura di perdere qualcosa che che nemmeno sappiamo. Allora si ricorre a queste preconcezioni, come fossero ancore di salvezza, che ci fanno sentire al sicuro. Si ricorre alla saggezza popolare per le nostre scelte, si ricorre all’uso di ruoli nei rapporti interpersonali. E come ancore tutte queste cose ci tengono ben saldi al suolo, nella nostra vita da adulti, dove la spontaneità e la trasparenza sono sintomi di immaturità. Essere adulti significa usare tattiche, schemi e giri di parole per fregare il prossimo. Mentre poi, per sentirsi più poeti e più profondi, si corre ipocritamente alla ricerca del bambino che è in tutti noi.
    Io non ci sto, sono cresciuto trattando le persone col massimo della trasparenza, ho preso stangate su stangate, ma non mi arrendo, perchè il privilegio di saper volare è una cosa rara.

  4. Ah dimenticavo: Kijio, appena trovo la canzone di cui parli ti faccio sapere :)

  5. clessidra Says:

    sono al telefono con peppe e ho appena letto in diretta questo post che trovo assolutamente straordinario, entrambi ne siamo rimasti affascinati per il significato e per le proprietà comunicative che rendono alla perfezione il concetto che hai espresso,l’ironia ed il sarcasmo sono ingredienti dosati al punto giusto che fanno sorridere e pensare allo stesso tempo,ed io so di che parli complimenti mmanu per l’ennesima volta,per l’ennesimo pensiero che riesci ad esprimere con cosi tanta chiarezza,è un piacere leggerti.

  6. Grazie lau, è molto incoraggiante sentirsi capiti ogni tanto :)

  7. […] il tema è uno dei miei preferiti: il volo e il […]

  8. demi4jesus Says:

    mmanu con questa mi hai fatto davvero emozionare :D e te pensa che io volevo pure costruirmele le ali per volare (povera idiota!)e raggiungere chissà il mio aerospazio personalizzato!! Evvai… mi ci vedete? Per fortuna una mattina mi son svegliata, ho aperto gli occhi, e mi so accorta che le ali ce le avevo già… bastava solo buttarsi e cominciare a volare… Ora sorvolo la mia quotidianità andando incontro ai miei sogni… poveri quelli che si accontentano di guardare il sogno di volare comodamente seduti sul divano di casa loro,magari davanti la tv (alè!, che si accontentano di prendere l’aereo per volare… o fanno solo voli pinadalici… che sospirano dinanzi al volo degli uccelli (sapessero quanto più alto possiamo volare noi!!)
    Evviva invece chi, come te, ha la stoffa, di volare per davvero…è facile in fondo, basta solo trovare il coraggio di buttarsi! :P

  9. peter pan! sta roba terribile che è peter pan! Se non ci fosse stato non saremmo arrivati sulla luna. Se non ci fosse stato non avremmo avuto Omero, Dante, Bach, Einstein. peter pan è una polverina magica che trasforma le montagne impervie in panorami d’incanto, il buio delle notti più tenebrose e tempestose in teneri convegni di fate, che trasforma il povero artificiere Pietro Micca e l’umile carabiniere Salvo D’Acquisto in eroi immortali davanti ai quali inchinarsi o il milite ignoto a simbolo imperituro dell’amor patrio. peter pan è la polverina che trasforma la voglia di potenza e la vanità di un Papa nel più grande ciclo di affreschi del mondo, partorito dalla mente di Michelangelo. Ma ci sono voluti 20 anni di sofferenze e di tormenti.Ci vuole coraggio, occorre osare. Peter pan è il mio disegno del daimon ( che modestia!), è la forza dell’illusione! Ecco perchè peter pan vola. Lo vedreste camminare con lo zaino in spalla? Mai! Peter pan è la sfida della sua inestinguibile sete di libertà,e direi, quindi anche di conoscenza. Peter pan diventa più grande della sua insufficienza terrena, cioè l’uomo supera d’un balzo i suoi limiti che lo tengono fisso a terra, trascende se stesso e affronta le titaniche sfide dell’umanità.Cioè per quanto l’uomo sia penosamente aggrappato al davanzale della finestra, malato ” aspettando la morte” e affannosamente respiri, e per quanto possa essere destinato alla delusione e scorga ogni sforzo vano e veda un futuro senza speranza, benchè abbia amato e ora sia respinto, benchè tutto questo, peter pan vince ogni accadimento, può vincere l’errore, e l’uomo diventa il ricercatore che è, così come è nato. Solo riconoscendo l’angoscia dell’errore, e il terrore stesso del tormento,si può volare e vincere. Bisogna conoscere l’inanità per superarla. Forse parlo male. Forse mi aspetto troppo da peter pan, ma debbo fare riferimento sia ai grandissimi sia agli umilissimi. Il problema dell’inanità è di tutti.Se le dessimo retta allora sì saremmo “un esercito di bambini maggiorenni senza ali!!!” Pensate che Dante senza peter pan avrebbe portato a compimento la Divina?Non si è adagiato sul divano a sognare di volare! No! No! E’ andato ramingo a ” provar come sa di sale lo pane altrui e com’è duro calle lo scendere e il salir per l’altrui scale”, e nell’andare ramingo ha volato, volato fino allo stremo tutto proteso alla ricerca del destino della sua anima. Non so come spiegarmi. Essere fanciulli come peter pan non è la riduttiva accezione comunemente imperante, l’essere fanciulli vuol dire essere puri, essere posseduti dal sacro fuoco della ricerca e dell’operare. Quando peter pan muore, si fa strada la puzza nauseabonda e stagnante dello stagno, e allora sì! che si sta ” aspettando la morte”. L’argomento è difficilissimo, quindi non so se sia riuscito a far intendere ciò che volevo dire. Scusate! Ho i miei limiti! un abbraccio. Anna

  10. P.s: ho pubblicato il tuo Peter pan nel mio blog… Se lka cosa ti fa dispiacere…lo rimuoverò. un bacio. Anna

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