Lo Status Quo, la nostra Torre di Babele

Un perno saldo è ciò che ci vuole, sa tenere in piedi grandi cose. Magari non grattaceli eh, ma giusto il necessario, magari non proprio necessario necessario, ma forse quello che basta, non esattamente proprio quello che basta vah, ma diciamo il minimo indispensabile, più o meno, vabè un perno, tenga quel che tenga, l’importante è che tenga.

E’ anche bello a guardarsi, fermo, immobile, sicuro. E’ così bello avere un perno saldo che tante volte ne facciamo quasi la nostra mascotte. Tutto bello decorato, addobbato. E stiamo sempre lì, ogni 5 minuti a controllare che sia sempre ben fisso al suolo. Chi lo sa, si potrebbe allentare col passare del tempo. Questo perno ci preoccupa così tanto, che alla fine diventa il nostro chiodo fisso in testa. Ma non metaforicamente. Lo prendiamo letteralmente da terra e ce lo piantiamo in testa. Sì sì, diventiamo dei bellissimi appendiabiti umani.

E tali siamo. Il nostro impegno, la nostra fatica, la nostra preoccupazione di mantenere sempre e comunque lo status quo, in questo ci trasforma. Degli oggetti semiutili, missionari di una causa da nulla. E tutto perchè? Per la nostra paura più grande, la paura di ciò che ancora non è o potrebbe essere. Il dubbio devasta. E allora ci rifugiamo in una falsa staticità. Una staticità che ci porta ad accrescere la nostra dimora, il nostro stato attuale, a piazzarlo ben bene per far sì che questo duri per sempre. E il bello è che in tutte le nostre fatiche, noi in effetti crediamo di non aver fatto un solo passo. Abbiamo fatto chilometri e chilometri girando in tondo invece. E per cosa poi? Per costruire la nostra Torre di Babele personalizzata. Abbiamo pensato con il nostro statico indaffararci di poter raggiungere l’eterno, di poter resistere al Tempo. Abbiamo cercato l’immortalità nel più vile dei nostri progetti. Nella nostra illusione abbiamo creduto che la realtà si potesse affrontare in verticale, ci siamo costruiti un podio, un unico traguardo, per sempre. Abbiamo costruito una Torre destinata a portarci in confusione, perchè il Tempo non perdona, la Torre resterà sempre e per sempre incompleta. Avremo speso la nostra vita iniziando un progetto destinato a non finire, credendo davvero di poter raggiungere la dimora eterna mettendo mattone su mattone. Abbiamo iniziato a costruire freneticamente, quasi d’impulso, senza nemmeno fermarci un secondo a chiederci: che senso ha tutto questo? No, l’impeto, il nostro innato istinto di cercare ferme sicurezze ci ha portato a compiere un’inumana opera. Inumana, sì. Ci siamo ridotti ad essere gli strumenti di noi stessi, siamo diventati dei picconi, delle pale, dei martelli, abbiamo perso ogni forma di ragione. E costruiamo il monumento alla nostra gloria, la nostra unica conquista nella vita. Una pila di mattoni destinata anch’essa, e per l’ennesima volta, a fare la fine di un muro diroccato. E in questo frenetico indaffararci possiamo solo sperare che Dio dal Cielo scenda giù e ci disperda, prima che sia il tempo stesso a disperderci per sempre, senza più altra possibilità.

Sì, senza più scopo e senza più dimora, scopriremo la vita. Scopriremo che vivere è lo scopo, e che la vita è la nostra dimora.

Una Risposta to “Lo Status Quo, la nostra Torre di Babele”

  1. demi4jesus Says:

    “E’ bello vivere, perchè vivere è cominciare sempre, in ogni istante…” Recitano così le parole di Cesare Pavese che divennero il mio motto quando, appena 15enne, iniziai il piccolo grande viaggio interiore, alla ricerca di me stessa… In questi anni ho scoperto che la vita è un cominciare sempre…un abbattere e distruggere e poi ricostruire…evitando gli schemi esteriori condizionanti ma pure quelli interiori che alla fine ci rendono prigionieri di noi stessi…Viviamo questa vita essendo consapevoli che il nostro dono è la vita stessa, ciò che siamo…la nostra molteciplità che si fonde nell’essenza unica del nostro porci di fronte alle circostanze… e non occorrono torri di ragionamenti umani per capire chi siamo e che la vita è tutta qui… da vivere.. prendere o lasciare… con i suoi molti momenti perturbanti e, insieme, con gli attimi di vittoria che ci riserva… La mèta è continuare a stare sul cammino e goderne appieno..con entusiasmo

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