Let it rain

Come prima cosa voglio cominciare col creare l’atmosfera che ci vuole, e qui quello che ci vuole è Here Comes the Rain di Matti Paalanen.

Arriva la pioggia, e forse è già arrivata da un bel pezzo. Anzi, niente forse. E se prima la guardavo con sospetto e diffidenza, forse ora la musica cambia un po’. E se non cambia la musica, sarà forse cambiato il mio udito. Tutto questo continuo scrosciare d’acqua, fulmini e tuoni, prima mi faceva abbastanza paura. Ora invece comincio a sentirne il ritmo. Ne sento la musica, la musica della pioggia.

Beh, prima pensavo di potermene riparare, pensavo di mettermi lì ad un cantuccio, ad aspettare che spiovesse. Pensavo di affrontare la mia paura allo stesso modo di quando si trattiene il fiato: resisti ancora un po’ che passa. Ma il fiato non lo si può trattenere per sempre, e io sotto a quel portico ad aspettare ci ho quasi fatto le ragnatele. E poi non si può passare la vita sotto a un portico, allora uno prova ad andare di portico in portico, di riparo in riparo. E mica si può dipendere dalla pioggia, lo spettacolo deve continuare, la vita va avanti. E alla fine, comunque ti devi bagnare lo stesso. E per quanto si possa essere fradici ormai, uno comunque cerca un riparo, ci fosse quel millimetro quadro ancora asciutto, meglio non farlo bagnare…

L’istinto di preservazione ci fa fare cose davvero stupide certe volte. Sempre che tutto questo sia dettato dall’istinto. Alle volte pare tutto dettato dalla nostra razionale intelligenza. Eh, razionale, sì. Non mi devo bagnare, ovvero, anche se mi bagno un po’, devo restare asciutto il più possibile, a costo di difendere coi denti quell’ultimo millimetro asciutto che m’è rimasto! E poi ogni goccia che ti cade addosso sembra un sacrilegio, quasi un affronto alla tua decisione razionale. Oltraggio! Una sconfitta graduale, che distrugge il nostro piano, goccia a goccia.

Sarà che sono stato così attento a non bagnarmi, che mi sono concentrato su quel mignolo ancora asciutto, di non essermi accorto di essere totalmente fradicio, fino alle ossa. Sono stato attento alle gocce, ma non alla pioggia. Che svista…

Ma sono ancora in tempo per rifarmi, prima di raggiungere il prossimo portico. Mi fermo. E che continui pure a piovere, ormai sono bagnato e se devo esserlo, voglio esserlo fino in fondo.

E voglio godermela tutta stavolta, una bella sciacquata, e così forse smetterò di temerla questa pioggia. Ogni cosa ha il suo ritmo, bisogna solo imparare a sentirlo.
Che piova, che piova come si deve.

2 Risposte to “Let it rain”

  1. Oh mmanu… mi hai commosso…. so quello che hai vissuto perchè come te l’ho vissuto anch’io nella mia vita… l’odore della pioggia… le gocce sulla pelle… questo scorrere d’acqua che pare non volersi mai arrestare a volte spaventano….ma quando impari a goderne comprendi che quel rumore è musica… che quell’acqua che ti scorre addosso è una benedizione e non puoi più farne a meno… lasciati inondare mmà… che scorra la pioggia e si porti via ogni nostra paura… che annaffi la nostra anima… che ci ristori dalla calura delle nostre scelte calcolate… che sciolga via il trucco della nostra indifferenza e forse poi specchiandoci in una pozzanghera scopriremo chi siamo… sì scenda la pioggia e che ci bagni per davvero…

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