Fuga dall’ordinario

L’ordinarietà non fa per me. E’ un qualcosa che mi tira giù di parecchio, fa parte dei miei più oscuri incubi.

Ma cos’è poi l’ordinarietà? E’ la routine di ogni giorno? E’ una routine?  Non penso. Per me è una direzione di vita, dove tutto diventa calcolato, previsto e piatto. Che è piatto ovviamente è solo un mio modo soggettivo di vedere la cosa, ci sono un sacco di persone a cui piace avere la vita preconfezionata. Oggi faccio la spesa e compro A, B e C, domani vado dal barbiere alle 15:35. Fra una settimana vado in vacanza e la spenderò in tal posto e farò F, G e pure H. Che pacchia la vita! Per molti questa è una vita da favola. Per me questa è morte, o decomposizione graduale…

Confesso che quando mi trovo di fronte a questo tipo di realtà mi vengono le vertigini, paura del vuoto. Vuoto totale, un vacuum che risucchia ogni significato dalla mia esistenza.

Cos’è la vita? Un insieme di azioni da compiere per raggiungere uno scopo, ovvero una Vita Felice™? E’ una formula matematica? E dopo la Vita Felice™ cosa ci resta? La morte, ovvero la fine della Vita Felice™. C’era, ora non c’è più. Siamo stati, ora non siamo più. Cosa siamo stati poi? Una variabile in un algoritmo?

Non lo so, tutta questa ordinarietà, questo aderire a delle regole e regolette sociali, o regoline che ci prefissiamo noi, come per raggiungere un qualche scopo non mi comunicano niente di buono. Alzarsi la mattina e pettinarsi accuratamente, vestirsi per fare una certa figura, parlare in un certo modo per fare una buona impressione, vivere delle relazioni preconfigurate, frequentare certe compagnie per arricchire il nostro status sociale, è tutto così senza capo nè coda.

Non parliamo poi del dedicare la propria vita al lavoro, alla famiglia, come se fosse un’obbligazione. Lavorare duro per far carriera, lavorare duro per comprarsi una casa e sostentare la propria famiglia, routine routine routine. E’ tutto così calcolato che ticchetta come la lancetta di un orologio. Dov’è più l’emozione nello scoprire o fare qualcosa di davvero nuovo? E’ già tutto così calcolato. Il risultato sarà sempre X e alla fine 0.

E quando mi sento così circondato dall’ordinarietà, mi sento quasi di soffocare, come se mi avviluppasse e mi trascinasse dentro, in questo mondo di ingranaggi e formulette, come se non avessi alternativa, se non quella di adeguarmi al sistema e cominciare a marciare a passi ticchettanti.

Ho bisogno di una vita vera, costantemente. Ho bisogno di vivere anche tra un ticchettio e un altro, voglio trovare significati anche nel silenzio che passa tra un secondo e l’altro. Ho bisogno di vivere al di là della pressione delle regole aritmetiche. Voglio un mondo senza addizioni, sottrazioni, divisioni, moltiplicazioni, senza numeri.

Ho bisogno di essere indefinito, ho bisogno di esplorare e non di essere definito dalla mia conoscenza. Voglio vivere, e non decompormi man mano, voglio che la morte sia il culmine della mia vita, e non la fine di essa.

9 Risposte to “Fuga dall’ordinario”

  1. Eppure l’ordinarietà può aiutare. Almeno a volte. Almeno è così per me.
    Poi, a volte, vorrei essere tutto fuorchè ordinaria.
    E poi pensandoci bene scopro che forse non sono così tanto ordinaria, in fondo. E va benissimo così.
    “Whatever people consider to be normal, it never is” :)

  2. Come ho detto, per ordinario intendo uno stile di vita, una direzione di vita. Non per forza una persona che vive una vita di routine vive anche nell’ordinario. L’ordinario per me sono le aspettative che uno ha dalla vita, e se queste aspettative sono precompilate, alla fine la vita diventa solo meccanica, alla ricerca di queste. Chi invece non si pone aspettative, non ha nulla a che fare con tutti questi ingranaggi, vive una vita libera da schemi e preconcezioni, o perlomeno all’insegna di tutto questo.
    Non c’è niente di nuovo nella vita ordinaria perchè tutto è già stato vissuto nella nostra mente, e viviamo solo per concretizzarlo.

    A dire il vero non mi sono mai chiesto se io fossi ordinario o meno, non ho nè tempo, nè voglia di pormi certe domande, sono troppo impegnato a vivere, esplorare, capire…

    Grazie del commento comunque :)

  3. pensare a quella direzione di vita senza direzione mi fa venire l’ansia.
    e mi terrorizza ancora di più l’essere circondata da pretese di adeguamento.
    adeguarsi…penso sia una delle parole + tristi del mondo.
    povero mondo!!

    “ahi marì!che disperazione trovarsi al tramonto davanti alla mediocrità..”

    potrei sembrare ripetitiva, ma ti lascio una canzoncina. una canzoncina fa sempre bene. speriamo arrivi presto un po’ di vento fresco

    -vento in faccia-
    “La mattina mi ci vuole il cardiologo
    Il veterinario, una plastica facciale
    Presentarsi al lavoro con tanto di dialogo brillante
    Per celare… un’esplosione ormonale!
    Vento in faccia, alzo le braccia
    Pronto a ricevere il sole!
    Anima in pace quando tutto tace
    È la libertà che mi vuole!
    Dimenticato il sonno il riposo
    Sono ridotto a schiavo indecoroso
    In un gioco di occhi, di forse e di coraggio
    Il gioco d’amore del mese di maggio
    Vento in faccia, alzo le braccia
    Pronto a ricevere il sole!
    Anima in pace quando tutto tace
    È la libertà che mi vuole!
    La mattina mi ci vuole una foto incollata sul viso
    Per salvare l’apparenza che non inganna..
    Sono in stato evidente da cambiare programma
    Vento in faccia, alzo le braccia
    Pronto a ricevere il sole!”

  4. ..sono in spam…e sta diventando una cosa ordinaria tra i blog wordpress dove vado..ahi ahi…

  5. Porc! Lo spam non lo controllo quasi mai, anzi che oggi m’è preso di dargli un’occhiata, se no chissà quando li avrei visti i tuoi commenti… v__v
    MA da oggi in poi mi sa che controllerò più spesso :P

    Sinceramente non so a cosa sia dovuta tutta questa instancabile ricerca di ordinarietà, che in altre parole può anche essere chiamata “normalità”. Alla maggior parte delle persone interessa rientrare in ciò che secondo i loro standard è *normale*. Avranno forse paura di sè stessi? Paura di essere inadeguati alle proprie aspettative che hanno imposto sulla loro vita?

    Oppure chi lo sa, ci sarà una smania di tradizionalismo: “mi hanno insegnato che si fa così e faccio così”, forse una scrociatoia alla Felicità™. Come se lo scopo della vita fosse quello di guadagnare qualcosa, come se nella vita ci fosse anche uno scopo :P

    Forse è troppo difficile accettare la vita come un semplice dato di fatto, c’è bisogno di moralizzarla, logicizzarla, meccanizzarla, pragmatizzarla, renderla un qualcosa di utile a qualcosa, insomma…

    Peccato, tutto tempo rubato al godersela :P

  6. voi due che state a combina’? .. la JOe e’ diventata la spammona di wordpress??? e finferflu ha il tema iper-dark ? su su gente .. altro che ordinarieta’ .. siate felici, vivete la vita .. (ho finito le “solite parole”) LOL
    vi lascio con un dubbio amletico:
    chi e’ ordinario e’ ordinariamente ordinato? oppure e’ maniacalmente attratto dall’ordine nella sua piu’ totale confunsione nell’apprendimento della casualità della vita? … pensateci un po :P

  7. errata/corrige
    confunsione/confusione

  8. Kijio :D
    L’ordine secondo me non esiste. E’ un costrutto umano per cercare di vivere senza “sprecare” troppe energie.
    E a questo punto secondo me è come dici tu, si è maniacalmente attratti dall’ordine della propria confusione, perchè in effetti pare quasi una soluzione stabile.
    “OOOH!”, uno dice, “finalmente mi sono sistemato”. C’è chi si sistema sposandosi, chi si sistema con una casa e un lavoro. Roba solida insomma. E il casuale sembra diventare quasi causale.

  9. Aromadiluna Says:

    Ciao,
    io ho sempre pensato che un modo per fuggire dall’ ordinario fosse quello di darsi obbiettivi… e quindi ho semrpe cercato obbiettivi da raggiungere… notando però che non riuscivo mai a raggiungere…e allora uno si è accavallato all’altro, e quindi per evitare l’ordinario spesso arrancavo sommersa dal “non essere in grado”, e questo stava diventando ordinario… poi ho “scoperto” che non dovevo crearmi obbiettivi perchè nel suo piccolo ogni giorno me ne dava…non sempre portandoli a compimento però…ma scoprendo molto piacevolmente che interagendo con qualcuno…acquistavano valore… ancora di più se questo qualcuno era Dio.
    ^_^

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