Archive for the jamendo Category

Domande per un umile

Posted in jamendo, laif, meditando on 23 ottobre, 2007 by finferflu

Eugènie - Ciò che vorrei
Eugènie – Ciò che vorrei

Ho trovato una canzone su Jamendo che mi ha colpito particolarmente, e riesco ad avvicinarla molto alla mia vita in questo momento. Il gruppo si chiama Eugènie, la canzone Domande per un umile, dall’album Ciò che vorrei:

Per un’esistenza che si spegne in un attimo, per una vita che si accende con solletico
e sei convinto che non ho la forza necessaria per rifiutare ancora la tua violenza innata
…e corre il vento, corre il senso, corre il vuoto che mi opprime…un insaziabile fermento
Contestare le spine che mi aprono la pelle, questi fiori secchi appesi ad un chiodo per ricordo
questi libri impolverati che nascondono gli animi, e non mi va di rivederti al mio cospetto
…e corre il vento, corre il senso, corre il vuoto che mi opprime…un insaziabile fermento
…e passo il tempo a cercare le domande in fondo al cuore,
e passo il tempo a diventare un po’ più umile e reale…

Alle volte ci si sente freddi ed insensibili. Alle volte non ce lo sappiamo spiegare. Alle volte la sofferenza prolungata crea dei solchi nella nostra vita. Profondi, molto profondi, che quasi vengono le vertigini a guardarli. Possibile che una cosa simile sia successa proprio a me? Quasi ci si sente estranei a sé stessi, non ci riconosciamo più. L’incantesimo del buon vecchio me si rompe, bisogna ritrovarsi, ricominciare da zero di nuovo, ritrovarsi aridi, forse, e magari meno appariscenti di come immaginavamo. Bisogna ancora una volta passare tempo a ricostruirci, a riconsiderare ciò che è sostanza e ciò che era solo artificiale apparenza, agglomerati di paura. Passare il tempo a diventare un po’ più umili e reali

Ode ai decolli mai, male, e quasi riusciti

Posted in jamendo, laif, meditando on 10 agosto, 2007 by finferflu

Ieri ho scoperto su Jamendo un album alquanto interessante di un gruppo chiamato Liquid Frame, intitolato Relics – the first tapes. Un mix di musica elettronica, new age, trip hop, jazzante. Davvero rilassante da ascoltare, e con qualche twist che rende tutto abbastanza originale. Ma di tutti i brani uno mi ha colpito particolarmente. Musica e parole sono sincronizzate perfettamente. Si intitola Ascensionali.

Liquid Frame - Relics

Liquid Frame // Relics – the first tapes

Ovviamente il tema è uno dei miei preferiti: il volo e il mare.

Ad essere sincero confesso che ci leggo tanto di mio, e forse ci leggo anche un po’ troppo, chi lo sa. Ma il brano è Creative Commons Sampling, quindi lo posso trasformare come mi piace di più :P

In genere non descrivo mai ciò che intendo quando parlo per metafore, perchè assumo e spero che chi mi legge e mi capisce sa cosa intendo, e che chi sa cosa intendo mi legge e mi capisce… Comunque in questa canzone posso trovare dei riscontri poetici di quello che descrivo metaforicamente.

Questa canzone la dedico a tutti coloro che hanno provato a spiccare il volo assieme a me, ma hanno inchiodato al momento del decollo, lasciandomi, quasi all’insaputa, volare da solo.

Non sarò io ad atterrare, siete voi a dover raggiungere me. Io laggiù non ci torno.

 

Non cercarmi non vivo più qui

Vivo lontano adesso da te

In un gabbiano ho visto il mio re

 

Sto esplorando il mio mondo quaggiù

E vedo cose che non vorrei

E sento cose che sentirei lassù

 

 

Giro il mondo su correnti ascensionali

Tutto dipende dalla temperatura

Il vuoto d’aria è ciò di cui ho più paura

Sfido il vuoto con la fretta nelle ali

Sospeso vado incontro alla vita

Ancora prima che la mia sia finita

 

 

Non cercarmi non vivo più qui

Vivo lontano adesso da te

In un gabbiano ho visto il mio re

 

Sono dove sono

E così seguirò la scia del vento

E presto sento che ti rincontrerò

 

 

Tempo tempo tempo

Tempo che non sento passare

Tempo tempo tempo

Tempo che non sembra arrivare

Intorno a me tutto sembra

Fermo fermo fermo

Fermo come il sonno del mare

 

Solo chi ha provato l’ebrezza di volare sa cosa significhi davvero. Per gli altri resterà solo una follia, o un tentativo fallito da riporre, forse per sempre, nel dimenticatoio, per non riprovarci, forse, mai più.

Volare è quasi come un istinto, un legame verso il vento, irrinunciabile e inalienabile. Non c’è altro legame che tenga.

Is there anyone awake here?

Posted in jamendo, meditando on 6 agosto, 2007 by finferflu

Oggi ho voluto prestare un po’ più di attenzione alle parole di una canzone con una melodia abbastanza orecchiabile, creata dal gruppo musicale virtuale tryad, dall’album Listen, intitolata Alone. Le parole possono sembrare apparentemente superficiali, ma per quanto mi riguarda, mi comunicano qualcosa di molto profondo.

Listen

Ecco il testo:

Is there anyone awake here
Is there anyone who shares
Is there anyone alive here
Is there anyone who cares

Home lights
Flicker
Over oceans
Of land
Will one
Human
Hold my hand

 

Is there anyone aware here
Is there anyone who feels
Is there anyone alone here
Is there anyone who’s real

 

Come si capisce dal titolo si parla di solitudine. Ma che tipo di solitudine? Si parla di gente che dorme, di atmosfere calme e piacevoli, il calore di casa. Si parla della ricerca di conforto, di riscontro, una ricerca di forme di vita: will one human hold my hand? Si parla di gente che dorme, gente inconscia, come morta, senza la capacità di provare sensazioni. Si parla di gente falsa. E di nuovo mi trovo a parlare di falsità, che pare essere un argomento ricorrente nei miei discorsi.

 

Di che solitudine si parla allora? La solitudine di chi è sveglio, come un viaggiatore che di notte entra in un villaggio e vede le ultime luci spegnersi, ed è solo per strada, home lights flicker over oceans of land. C’è nessuno da queste parti? Nessuno sveglio? Is there anyone awake here?

 

La solitudine di chi si trova ad essere emarginato da questa società, per scelta di vita. La solitudine di chi non può e non vuole dormire. La solitudine di chi è in cerca di persone reali, ma trova solo fantocci di plastica, senza vita, senza sentimenti, senza capacità di relazione. La solitudine di chi è reale e si rende conto che il 90% del mondo è composto di materiali artificiali.

 

La solitudine di chi si sveglia all’improvviso, si guarda attorno, e scopre solo una terra desolata, oceans of land, di gente che dorme, e chiama, grida, cerca qualcuno che possa rispondere, cerca compagnia, forse inutilmente…

 

Questa canzone è il grido di chi ha aperto gli occhi alla vita, il grido di chi cerca i propri simili, ma non li trova. Un canzone estremamente comunicativa, parole semplici, che come un vortice sono in grado di trascinarti verso significati più profondi, trasportarti in un’altra dimensione di significati e di stato di coscienza.

 

I miei più profondi complimenti ai tryad per l’ottimo lavoro, una cosa da pochi, davvero.

#!/bin/bash : Molto fancy!

Posted in jamendo on 7 maggio, 2007 by finferflu

Un album che mi viene solo da definire come fancy! Un mix di suoni divertenti da ascoltare, piacevoli e coinvolgenti. Un’elettronica molto varia e creativa. Il tutto è composto con classe e pulizia a mio parere. Non capisco ancora bene la connessione che ha con GNU/Linux, ma già il fatto che sia ispirata al pinguino mi rende ancora più felice di ascoltarla :)

Entité(s) : Caldo e freddo

Posted in jamendo on 3 maggio, 2007 by finferflu

JAFA - Entité(s)

JAFA – Entité(s) on Jamendo

Un album eccezionale, un mix di sassofono e suoni elettronici. Suoni puliti, melodie calde, una musica che scivola nell’anima. Un 10 sicuramente aggiudicato per quanto mi riguarda.

…then… : Eccezionale

Posted in jamendo on 10 aprile, 2007 by finferflu

 

black era - ...then...

black era – …then… su Jamendo

Non solo la musica è di alta qualità, ma le parole sono un qualcosa di eccezionale, i concetti che esprimono sono rari da trovare altrove. Finora le parole che mi hanno colpito di più sono quelle della canzone “bark”, e ovviamente anche l’arrangiamento musicale è fantastico. Bellissimo anche “vicious flag”, con quel misto di inglese/bisaccia, anche se penso ci metterò un po’ prima di capire tutte le parole. Ma è molto originale e piacevole da ascoltare, le parole danno davvero profondità alle melodie. Questo è ciò che io chiamo musica!

The Importance Of Being Unheard : Brilliant!

Posted in jamendo on 7 marzo, 2007 by finferflu

 

Darkened Escape - The Importance Of Being Unheard

Darkened Escape – The Importance Of Being Unheard on Jamendo

Ora questo è qualcosa che io chiamo geniale!
Tutti i brani sono molto profondi, e vorrei dire anche significativi, sono in grado di creare dei dipinti musicali.

Questo è un pezzo d’arte, i miei complimenti!