messagebox

Vista la necessità ho pensato anch’io, come hanno già fatto in tanti, di aprire una messagebox, ovvero una pagina dedicata ai commenti, o discussioni, o chenesò, non relazionate ai singoli post, a voi la parola :)

24 Risposte to “messagebox”

  1. “Saluti,
    Ti ringrazio per la risposta in condizioni che possono sembrare strane.
    I versetti non hanno correlazione con il post, sono un messaggio che non ho saputo scrivere altrove se non sull’ultimo post per comunicartelo.
    Non si rivolgono a ciò che scrivi o a ciò che hai scritto in quanto la Scrittura non si rivolge a concetti ma a persone. Quindi a me e a te. Quei versetti sono rivolti a te. Così come a me e a chiunque si lasci interpellare dagli stessi.
    Ponendo ciò come base – ed evitando quindi dispute inutili – volevo chiedere in quale pensiero teologico cristiano ti ritrovi, in particolare cosa ne pensi dei punti seguenti:
    -) Totale Depravazione
    -) Elezione Incondizionata
    -) Redenzione Limitata
    -) Irresistibile Grazia
    -) Perseveranza/ Preservazione.
    Ti ringrazio per l’attenzione mostratami e quella che eventualmente potrai scegliere di dedicarmi.
    A presto
    Ioab”

    Beh, come prima cosa voglio sottolineare che non sono particolarmente attratto dalla Teologia cristiana. Non ne sono attratto perchè non credo che rifletta molto i contenuti biblici, contenuti che a mio parere prendono forma solo in relazione ad un’analisi letteraria del testo biblico. La Teologia purtroppo tende verso un’analisi letterale, dove si cerca di trovare significati oltre e dietro il testo, piuttosto che nel testo stesso. In poche parole credo che la Teologia e la Bibbia abbiano sostanzialmente ben poco a che fare l’una con l’altra. L’unione è solo apparente.
    Ora, per quanto riguarda quei punti (che riflettono il credo Calvinista, a quanto vedo), per me sono alquanto irrilevanti, e non penso sia un approccio giusto alla “materia”, chiamiamola così. In poche parole credo che siano risposte sbagliate a domande sbagliate.

    Per concludere ti chiedo di nuovo il significato di quei versi da te citati in relazione a questa discussione, dato che ancora me ne sfugge il senso…

    Aggiorno:
    Ho capito, rileggendo attentamente il tuo commento, a cosa ti riferivi per l’uso di quei versi ;)

  2. La prima considerazione che mi viene in mente è che la Teologia è una materia vasta. Comprende innumerevoli approcci. Probabilmente stiamo parlando di cose diverse quindi il primo passo reale sarebbe concordare COSA sia la Teologia in modo di assicurarci di parlare la stessa lingua. Saprai che c’è la teologia fondamentale, esegetica, storica, sistematica e pratica. A quale ti riferisci? A tutti i rami? Penso proprio non sia così, sarebbe oggettivamente insensato. Sei contro l’analisi letterale, questo invece l’ho capito.
    Abbozzo una risposta in tal senso senza sprecare troppo tempo in quanto intendo evitare di andare nello specifico ora e abbracciare gli aspetti generici che abbiamo affrontato per poi dedicarci eventualmente – fintanto vi sarà interesse e disponibilità da entrambe le parti – ai singoli aspetti.
    Apro quindi la piccola parentesi.

    Geremia 1:11 Poi la parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: «Geremia, che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». 12 E il SIGNORE mi disse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto».
    Come potrei afferrare il senso di questo passaggio se non sapessi che c’è un gioco di parole nel nome del mandorlo – in ebraico shaker – e soked che significa vigilare, essere attenti?
    Convengo che è una stupidaggine. Che ignorandola penserei solo che sia una frase inutile se non stupida afferrando in ogni caso che il senso è che Dio vigila sulla sua parola. Ma questo è solo un esempio per esprimere che il significato reale e oggettivo di un passo della Scrittura a causa del cambiamento dei tempi, della cultura e dei linguaggi necessita spesso per essere compreso nella sua interezza grazie a uno studio letterale che colmi tali lacune. Chiudo tale parentesi.

    Mi dici che consideri i cinque punti del Calvinismo risposte sbagliate a domande sbagliate. Vorrei domandarti – e questo è il mio maggiore interesse – quali pensi siano le domande giuste ed eventualmente le risposte che hai trovato e che reputi più corrette a proposito.

    Sono lieto tu abbia compreso il significato dei versetti iniziali e ti ringrazio per aver aperto questo messagebox e per avermi dedicato fino ad ora attenzione.
    A presto,
    Ioab.

  3. Aggiorno: leggendo con maggiore attenzione la tua risposta ho compreso meglio ciò che intendi. Il problema è che considerando la Bibbia come una storia a senso unico e senza “doppi sensi”, metafore e sovrapposizioni figurative incrociate, inizia ad avere ben poco senso. Inizia ad essere lacunosa, zoppicante e in alcuni casi addirittura insensata. La Bibbia non è un romanzo.
    Penso di aver frainteso il tuo pensiero incontrando un periodo grammaticale leggermente confuso, in particolare ho frainteso considerandoli sinonimi le parole “letterario” e “letterale”, chiedo comunque maggiori spiegazioni per una comprensione adeguata.

  4. Bene,
    ciò a cui mi riferivo era l’approccio che mi hai proposto tu, ovvero quello sistematico. La Teologia cristiana, così come l’ho approcciata io, viene definita come lo studio sistematico del Dio che i cristiani lodano e adorano. Ovviamente questo studio poi si ramifica in diverse specializzazioni, nessuna delle quali rientra nel mio interesse, per un motivo ben preciso: non ne condivido i presupposti. Spiego meglio cosa intendo spiegando il mio voluto gioco di parole sui termini letterario e letterale, dato che la differenza tra i due è abissale, ma alle volte difficile da afferrare. Un approccio letterale è quello che si sofferma sulle parole del testo, una ad una, mentre un approccio letterario è quello che si sofferma sulla composizione (artistica, aggiungerei io, dove per arte intendo un lavoro creativo) del testo. Avere un approccio letterario non significa considerare il testo in analisi come un romanzo (il quale a sua volta è solo un genere letterario), ma piuttosto considerarlo come un’opera, redatta da un artista, che ha il suo genere, il suo contesto, la sua audience e il suo scopo particolare.
    Quando invece si passa ad un approccio letterale, tutte queste informazioni diventano superflue, mentre quello che conta è piuttosto il significato telescopico di ogni singola parola. Il problema (per me è un problema), è che il teologo inizia l’analisi col presupposto di dover trovare significati inerenti a Dio, e quindi userà il testo a tale scopo (spremendolo eventualmente come un limone), mentre il critico letterario cerca di capire il testo in sè per sè. Dei due credo che sia il secondo a fare più giustizia al testo.
    Spero che questa breve spiegazione sia abbastanza chiara ed esauriente…

  5. Blogesxeperamusvolant Says:

    Per consuetudinarci basta solo il risolvere la nostra intenzione.
    Risolvere la nostra intenzione non significa riuscire in quello in cui siamo propensi ma nell’identificarla in modo da non averla più come intenzione.
    Tu mi hai risposto su alcune questioni ben provate in un altro blog e io adesso ti risarcirò in risposta:
    “formattare” il pensiero non significa annullarlo..
    hai parlato di categorie e non-ruolo, questo significa che accetti il pensiero che esistano categorie e non.ruoli…
    Peccato
    Perchè una volta accettato il pensiero di qualcosa la rifromulazione del pensiero stesso non evade l’esistenza di ciò che abbiamo accettato esistere.
    Quindi anche se cerchi di avere una visione sempre pulita e irrisparmiata di dubbi (come molti vogliono avere) allora sappi che non devi più tenerti in conto con il tuo pensiero, ma con il pensiero che hai accettato che non è più tuo perchè hai appena cercato di riprendere a interpretare il mondo dalla purificazione di ciò che cerchi di credere.
    Sono assolutamente convinto che tali discolpazioni del pensiero possono essere abbastanza impresentabili alla concezione e alla comprensione.
    Quindi ti lascio questo:
    neurenor _AT_ hotmail _DOT_ it
    Solo strettamente nel necessario.

  6. Ehilà, mi sei venuto a ripescare, ottimo :)

    Beh, come ti dicevo, condivido quello che dici, sono a conoscenza dei miei limiti e delle mie preconcezioni. Non le avrò esplorate fino in fondo, sicuro, ma bisogna scavare pian piano, almeno è così che io analizzo me stesso.

    Hai perfettamente ragione dicendo che per affermare qualcosa devo accettarne i presupposti. E per me i presupposti non sono altro che uno strumento per la comprensione. E come tali, possono essere cambiati di volta in volta, a seconda del contesto e delle necessità. Il punto fondamentale è riconoscere che abbiamo a che fare con dei presupposti, e che quella che chiamiamo Realtà è solo ciò che percepiamo. D’altra parte c’è chi è ansioso di possederla tutta, e c’è chi, come me, si accontenta di contemplarla solo in piccole parti, chi lo sa, forse un giorno riuscirò a creare un bel collage e a mettere insieme una visione un po’ piu globale…
    E per concludere, non ho paura dei dubbi, anzi credo che i dubbi siano qualcosa di molto formativo, e ci aiutano a non vivere in una realtà binaria, in bianco e nero, come forse ci hanno insegnato, o come tante volte ci piacerebbe vivere, ma ci aiutano a vedere mille altre sfumature e un insieme infinito di numeri :)

    Intanto provvedo ad oscurare l’indirizzo email che mi hai provvisto (grazie, comunque), sai, non è molto prudente se non vuoi che la tua casella di posta sia inondata da spam e compagnia bella :)

    A presto :)

  7. Blogexperamusvolant Says:

    Ma in piccole parti o in PCcole parti??
    Non possiamo vedere in piccole parti nulla se accettiamo presupposti che dovrebbero farci comprendere perchè essi proprio per lo scopo che tu gli attenderesti sarebbero portati a ripremerti nel pensiero impossibile da consolidare poco a poco.
    La comprensione è già pensiero…
    Il suo annullamento è dato dal fatto che noi pensando vogliamo comprendere..
    mentre è tutto l’opposto
    Ora prammaticamente..
    Insvelti ringraziamenti per la mia mail..
    Ma non ti preoccupare..
    intendendome un poco (meno del tuo) di computer so come schermare la mia casella
    Ma dato che sono sicuro che i computer capiscano più di noi sono sicuro che il tuo provvedimento sia sicuramente utile.
    N.sS.

  8. Ci sono ancora eh…
    ho avuto un periodo abbastanza pieno…

    Allora, beh, capisco quello che intendi, o almeno credo… beh, ultimamente ho fatto i conti con i miei limiti, e ho raggiunto qualche conclusione… la conclusione che le idee sono sempre “digitali”, un campione della realtà, incapaci di comprenderla tutta… pare che il silenzio, l’assenza di idee parli molto di più di un discorso ben formulato e logico…

  9. Blogexperamusvoltant Says:

    Le Idee sarebbero disabilitate nel capire il concernente circondante (quello che chiami realtà) se non esistessimo noi. La nostra esistenza rende nella sua concezione di usufruitrice delle idee e di esistente il presupposto per queste per capire il mondo.
    Quando dici che le idee non comprendono il reale è solo il Noi che non comprende le idee delle quali crediamo di essere fautori ma le poniamo ognicomunque sopra di noi.
    Astiantissimo
    lo so.

  10. Mhh… non ho mai parlato di idee in termine assoluto o astratto.
    Quando parlo di idee, parlo delle nostre congetture mentali. La realtà è vero che esiste solo nella nostra concezione, per quanto ci riguarda, ma questo non significa che in assenza di me questa cesserebbe di esistere in modo assoluto. Smetterebbe di esistere *per me*. Ovviamente le idee da sole non comprendono niente, perchè siamo noi a formularle, non ho mai detto che le idee hanno una vita propria.
    Quando parlo di idee non intendo niente di metafisico… parlo solo di congetture mentali, le nostre addizioni e sottrazioni che ci fanno tirare le nostre conclusioni. Per me le idee fanno parte del mondo della meccanica, della logica, della grammatica. E forse ho usato un termine un po’ impreciso. Parlo delle *nostre* idee, ovvero i nostri ideali.
    E i nostri ideali li rendiamo lo strumento per la concezione e per affrontare la realtà, la vita. Penso piuttosto che gli ideali non bastano, e penso ci sia qualcosa che riesca ad andare oltre, in grado di farci scoprire nuovi sensi di percezione.

  11. Blogexperamusvolant Says:

    Ma perchè riusciamo a congetturare un mondo tramite le nostre ideologie personali quando esso esiste già? (se ti spacci per morto le tue idee non cambiano il mondo, se non erro, hai detto)
    Perchè queste ideologie personali, secondo quello che le idee stantuffate mi dicono (cioè per me..) sono dello stesso ordine del mondo…ovvero su di essere si può congetturare quanto sul mondo…
    solo che non lo facciamo…perchè esse speculano sul mondo con la loro esistenza e non solo con il fatto che le pensiamo…quindi da un lato possiamo avere le nostre idee, ma dall’altro le idee che creiamo consistono nel mondo (e lo influenzano) con la loro esistenza e basta.
    Premetto che è sfogassioso tutto ciò

  12. Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
    Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
    Se ti và uno scambio link col blog giornale contattami pure.
    ti ringrazio anticipatamente e a presto
    http://www.giornale.fm

  13. mi piaci capitano, mi piace ciò che scrivi…mi piaci perchè sono le stesse cose che penso io, ma che non sarei mai in grado di scrivere cosi come fai tu..perdonami se puoi. ,,,buona giornata a te

  14. @ ale
    Se apprezzi i miei post, sei liberissimo di copiarli sul tuo blog giornale, magari linkandoli al mio blog. Apprezzo sempre un po’ di feedback personale.
    Sappi comunque che questi miei post li scrivo piuttosto per me, sono mie riflessioni personali, e non sono alla ricerca di popolarità o di record di visite giornaliere. Mi piace che le persone confrontino le loro idee con le mie, per questo ho un blog. Ora non so se questo rispecchia i tuoi scopi…

    @ moonlight
    Non ho nulla da perdonare, perchè non vedo torti. Devo dire che leggere i miei post personalizzati da te mi ha fatto uno strano effetto, ma è un qualcosa di positivo. Non si può imporre il diritto d’autore sulle idee, non ci credo. E’ bello conoscere l’ideatore delle idee, ok, ma quando poi queste idee le adatti alla tua vita personale e le fai tue, beh, sono anche tue, non trovi? :)

  15. @moonlight:
    a me non chiedi perdono? :D

  16. @ finferflu:
    io credo che le idee non si vendano ma che le parole ci appartengano in misura di quanto le abbiamo interiorizzate… sinceramente mi ferisce vedere miei discorsi intimi e profondamente legati al mio animo (s)pubblicati sul sito di un’altra che non ha domandato “permesso” prima di entrare nella mia anima ed evidentemente non ha compreso ciò che io ho vissuto scrivendo ciò di cui lei mi sta ora derubando…
    Mi vedo macchiata di superficialità e non compresa sinceramente…e rivedere i miei post e i miei commenti a te pubblicati accanto a discorsi profondamente estranei al mio pensiero e al mio animo, ribadisco, mi ferisce…

  17. Silenzi offro a te in questo tiepido giorno… in antitesi alle parole prolisse che tu odi tanto..
    … distanze avverto, che passano ai più inosservate, ma non a me.. quasi misure di sicurezza… cancelli chiusi a chiave ove controlare sull’uscio dell’animo a chi consentire l’ingresso..
    Bah, sarà che sono impazzita a stare troppo a lungo chiusa nel castello del mio mondo… ma lì tu sei invitato, qando vuoi..
    non mi dilungo ancora… ti lascio meditare sulla tesi e sulle mie parole (se ti va)… ti abbraccio da lontano… “non amico”, “non niente”.. ma mmanu

  18. ….oooO……………………..
    ..(……)…Oooo……………
    …..)…/. …(…..)………….
    …..(_/…….)…/……………
    ………….. (_/………………
    ………………………………
    …..sono passata di qui………..
    …………………………….
    …….ti lascio il mio saluto…….
    ………………………………
    ……..CIAOOOOOO !!!!!!!!………..
    ……………………………..
    …..oooO…………………….
    ….(……)…Oooo……………..
    …..)…/. …(…..)……….
    …..(_/……..)…/………..
    …………… (_/…………

    un’abbraccio grande..grande

  19. Beh, saluti a te, chiunque tu sia :)

  20. Ciao Finferflu…. sei sempre il mio boss…. hehehehe, sai di che parlo.
    Ricambio più che volentieri il saluto che hai lasciato nella stanzetta degli ospiti. Ne sono onorato.
    Buon prosieguo di viaggio! Roby. (prosieguo!!! hahahahahaha….;-P alle volte uso proprio delle parolacce).

  21. Passo per la tua “casa” … mi par quasi di trovarla inabitata… si sente la tua assenza, uff…
    so che sei molto impegnato e non hai tempo per scrivere da un pò ma mi piace passare di qui ogni tanto… mi piace rileggere le cose che hai scritte e mi piacere ricordare i momenti ai quali erano associate…
    Spero che gli impegni ti consentano presto di tornare… ché si sente la tua assenza, troppo! E mi mancano le nostre risate! Taaaaaaaantooooo!!!!
    Buono studio mmà… torna presto (vedi che ti tengo il conto degli esami sah… appena hai fatto ti aspetto! ;) )
    Un gran saluto…. <3 for ever! :D

  22. ps: c’è una sorpresa sul mio blog per te! —> La Lindy Kirby frangettosa è…. puff… sparita! :D

  23. claudio TI AMO da impazzire,sei l’unico ragazzo che mi stà facendo felice.
    ci siamo conosciuti per caso e da poco tempo ma sembrs che ti conosca da più tempo.
    non saprei dire e specificare il mio amore per te….quando io avevo la febbre tu mi hai detto “stai al caldo amore,non ti ammalare di più per me”ma io ti ho risposto con una frase molto toccante….”è come il matrimonio,siamo legati fino alla morte”e mi ricordo che quelle parole ti commuovero,………..vabè…..volevo solo dirti ke sei il mio sole ke illumina il mio quaore,sei l’angelo che porte il bene nel mondo,e sei la mia anima….senza la mia anima non sò che fare!!TI AMO ANGELO MIO!!!MADDY

  24. scusate ma tutti questi argoment dove verranno pubblicati??

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